lunedì, 18 dicembre 2006, ore 17:51

Posata, composta, ordinata e sempre sorridente. Lo stereotipo della donna perfetta non lascia spazio alla fantasia dell'errore. E quando questo intercorre... la colpa è di qualcun altro. È di importanza superiore mostrarsi integerrime, senza ombra e senza macchia, efficienti, produttive, organizzate nonché cordiali, disponibili, brillanti ed eleganti. 

...

 

MAVVAFFFFANCULO!

 

Un grosso vaffffanculo al finto perbenismo, alle beghe d'ufficio, all'arrivismo, alla precisione che maschera insicurezza, all'ansia da prestazione e alla negazione dell'evidenza.

Un vaffffanculo a manovella alle parole che non dici ma che provvedono ad attribuirti, ai discorsi non solo inutili ma dannosi, alla malizia che non fa parte del gioco del corteggiamento, alle specificazioni indebite.

Un vaffffanculo in corrente continua ai sorrisi sempre e comunque, alle cerimonie, alla fratellanza mondiale e agli amici di tutti e a quelli che stanno in attesa.

Un vaffffanculo precompilato alla disorganizzazione e all'insicurezza personale, al senso di colpa che ti spinge ad attribuirla a qualcun altro, e al bisogno impellente di riconoscimento.

Un vaffffanculo d'autore all'uomo medio comune, che va in crisi al cospetto di una donna con mentalità pratica, che pende dalle sue labbra in maniera quasi imbarazzante, o che la fugge come la peste nel medioevo, nemico giurato del binomio bellezza-intelligenza... una situazione quantomeno surreale, non c'è che dire...

E un  vaffffanculo in stereo a chi pretende che si firmi un contratto in fiducia, o senza preoccuparsi del compenso, a chi trema di fronte alla sicurezza altrui, a chi si difende prima ancora di essere attaccato, a chi deve trovare comunque un colpevole, anche in assenza di reato.

La mia banca è differente.

apricotflour

venerdì, 15 dicembre 2006, ore 16:11

È stato dapprima come esser lasciati per strada, senza aria, senza possibilità di… in attesa che il solito tir passasse… e ripassasse… e ripassasse… e ripassava. E non è un bel sentire. Poi forse l’inerzia, ma credo l’assenza di gravità, non so… o forse era troppa, schiacciato per terra arrancando ma verso che cazzo di che, che ormai non ha più senso… ed è passato un’infinità di tempo, periodi, stagioni, così, senza un motivo. Solo che poi, al culmine, tutto questo finisce con l’acquistare ragione d’esser da sé… e nel momento stesso in cui inizi ad odiarlo con tutta la violenza che hai in corpo, staccarsene non è più possibile!

Ah! Adesso cammini… ma ciò che ti divorava è ora ciò che ti tiene in piedi… e non c’è più possibilità… non c’è… fregato.

apricotflour
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mercoledì, 13 dicembre 2006, ore 09:41

 Un bacio all'artista... F.Venerus.

girls
apricotflour
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categoria : ire

lunedì, 04 dicembre 2006, ore 17:35

Non sopporto i calzini di spugna quando fa troppo freddo, e non sopporto le scarpe quando fa caldo. Non sopporto giocare con un pallone troppo duro, e non sopporto le strette di mano viscide. Non sopporto chi dipende dagli altri e dal loro giudizio e non sopporto non avere la possibilità di cambiare qualcosa. Non sopporto i vecchi rincoglioniti che guidano macchine nuovissime, e le donne alla guida di macchine che non sanno gestire. Non sopporto gli sguardi d’ammiccamento da parte di chi sta ormai oltre i 50… non sopporto i complimenti che non tengano in dovuta considerazione la persona e non solo l’aspetto fisico. Non sopporto i regali boomerang,  gli auguri fatti per convenzione, non sopporto chi pensa di averti messo nel sacco e chi dà per scontato di averti capito. Non sopporto dovermi adeguare allo stile di parvenza proprio di tanta gente di borgata, non sopporto chi ti dice di non incazzarti e chi sostiene di non incazzarsi mai, non sopporto il finto buonismo e non sopporto essere interrotta. Non sopporto passare inosservata, in secondo piano, non sopporto le pisciate fuori dal water e le grattate di coglioni. Non sopporto quando piove e ho appena lavato i capelli, non sopporto dover sorridere e non averne voglia, non sopporto di dimenticare le cose, creare disastri e dover rimediare. Non sopporto la gente che ti fissa, chi ti sta addosso mentre sei in fila, chi pensa di aver capito quello che devi dire prima che tu abbia effettivamente finito di dirlo… e poi sbaglia. Non sopporto la burocrazia, non sopporto i laureandi saccenti e i neolaurati incapaci di lavorare, non sopporto le generalizzazioni e non sopporto che gli attacchi personali prendano il posto delle idee a sostegno della propria tesi. Non sopporto le persone stupide, le battute di minchia, l’intrusione nella sfera privata senza permesso, e le uscite di campo senza preavviso. Non sopporto la morte, non sopporto l’abbandono, non sopporto che le cose a cui tengo svaniscano da un giorno all’altro... e di sentirmi impotente. Non sopporto il mal di testa, le parole dette a vuoto, i consigli di chi “ha imparato a vivere”, le promesse non mantenute, gli ideali accantonati, i progetti mai realizzati.

Non sopporto avere torto… ed avere maledettamente ragione.

 

"... alla riscossa stupidi, che i fiumi sono in piena, potete stare a galla...

e non è colpa mia, se esistono carnefici, se esiste l'imbecillità...

up patriots to arms..."

apricotflour

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