mercoledì, 28 febbraio 2007, ore 12:22

A quelli che ancora credono che ostentare sicurezza sia effettivamente sintomo di sicurezza…

A quelli che non dubitano di ciò che provano… perché provano

A quelli che…

… ho bisogno dei miei spazi…

…le donne sono tutte uguali…

… io non torno sui miei passi…

A quelli che “se tu non prendi una decisione la prendo io

A quelli che “dovevo fidarmi della prima impressione…”

A quelli che “io so cosa voglio da una relazione.”

A quelli che “io so stare da solo!”

A quelli che “non ho più l’età per le cose… così”

A quelli che “vedo tutto rosa!”  (ma se diventa nero… cazzo, che nero…)

A chi già sa... e a chi ora inizia a capire.

 

 

 

apricotflour

martedì, 20 febbraio 2007, ore 17:43

LUI: “Ciao amorino…”

LEI: “Ciao tesorino…”

LUI: “Tutto bene?”

LEI: “‘nsomma… ancora quel piccolo problemino…”

LUI:WTF… ora devo un attimo uscire, ma torno da te ASAP.”

LEI: “Tesorino, IMHO il problema rischia di aggravarsi… E poi, è adesso che ho bisogno di te!”

LUI:ROTFL…”

LEI:FYI ho già preso contatti con una persona esperta, e se tu ti rifiuti di darmi una mano…”

LUI: “Ma… amorino! Stavo solo scherzando! E poi chi ci può essere più esperto di me?”

LEI:ROTFLASTC!!!!!!!!! Ha parlato Giacomino AKA motopick! LOL!”

LUI:WYSIWYG (con fierezza). HTH…”

LEI:OMG… (con stupore) IANAL, ma credo ci voglia il porto d’armi per quello…”

LUI:AMMA ti potresti accontentare. Quando torno voglio trovarti in posizione.”

LEI:WTF! Ma RTFM una buona volta! Non c’è mica solo un modo!”

LUI: “Bè, ma lo sai che a me piace così… E poi, AFAIK, piace anche a te…”

LEI: “Mpf…”

LUI:BTW, come si chiama quello sgabello che ti piaceva tanto?”

LEI:OT. E poi quello interessava te, mica me. IMAO siete tutti uguali.”

LUI: “Ma amorino…lo sai che TVB! Dai rilassati, guardiamo la PPV, mettiamo un CD…”

LEI: “Ma parla come mangi! Lo sai che IHABICNRWTSF!”

 

LEI: “Vabbè va, ci sentiamo dopo, tesorino. Facciamo che ti chiamo io.”

LUI: “Va bene… HAND. TVUMDB...”

 

A me l'acronimo-anonimo lascia alquanto perplessa...

 

AFAIK: As Far As I Know (o As Far As I Knew, Per quanto ne so, per quanto ne sapevo).

AKA: Also Known As (lett., conosciuto anche come).

AMMA: Acronimo di A mio modesto avviso

ASAP: As Soon As Possible (Appena sarà possibile).

BTW: By The Way: significa "a proposito".

FYI: For Your Information (per tua informazione)

HAND: Have A Nice Day (buona giornata)

HTH: Hope This Helps (spero questo sia utile)

IANAL: I am not a lawyer (Io non sono un avvocato)

IHABICNRWTSF: I Hate Abbreviations, Because I Can Never Remember What They Stand For (Non sopporto le abbreviazioni, dal momento che non ricordo mai a cosa si riferiscono)

IMAO: In My Arrogant Opinion (a mio arrogante parere).

IMHO: In My Humble/Honest Opinion (a mio modesto/onesto parere).

LOL: Laughing Out Loud (Ridere rumorosamente)

OMG: Oh My God (Oh mio Dio)

OT: Off Topic (fuori argomento)

ROTFL: Rolling On The Floor Laughing (Rotolarsi sul pavimento ridendo).

ROTFLASTC: On The Floor Laughing And Scare The Cat (Rotolarsi sul pavimento e spaventare il gatto).

RTFM: Read That Fucking Manual (Leggi Quel Fottuto Manuale).

WTF: What The Fuck, volgare espressione inglese di stupore che potrebbe essere tradotta con il corrispondente italiano "Ma che cazzo".

WYSIWYG: You See is What You Get ( ciò che vedi è quello che ottieni)

 

Altro:

PPV: Pay Per View

TVB: Ti Voglio Bene

TVUMDB: Ti Voglio Un Mondo Di Bene

SDAC: Sindrome Da Acronimo Convulsa 

apricotflour
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categoria : storie

giovedì, 15 febbraio 2007, ore 09:53

Non sono per le generalizzazioni indebite, ma me la passerete… di gente anonima in giro ce n’è molta, e il prototipo della mediocrità è piuttosto maschile.
Mi contraddico, la genialità maschile risiede nell’essere così banalmente comuni, pur nella loro diversità.
O forse non esiste l’uomo banale, perché in fondo l’uomo non potrebbe fare a meno di essere così profondamente se stesso, quindi originale per definizione.
Ma quale che sia il motivo, magari fuggevole agli occhi di una così semplice mortale, la creatività è maschile. È vero, non siamo noi donne ad avere la prerogativa di generare… è costituzionale dell' uomini.
Qualcuno una volta ha detto che l’arte è maschile. Sicuramente quella della flautolenza. E normalmente, l’uomo medio è fierissimo del rumore e dell’eco che riesce a produrre, senza neanche troppa fatica. È naturalmente artista, non c’è che dire. E rispondendo sempre all’istinto naturale della creazione, è portato istintivamente a controllare tutto ciò che dal proprio fisico viene prodotto, da quello che finisce nel fazzoletto… a quello che cade giacendo nel water. Sfido qualunque maschietto a dire di non aver mai controllato con fierezza la quantità del proprio operato. E siate sinceri.
L’uomo è poi solito manifestare il proprio senso d’appartenenza attraverso riti o stereotipie degne di tutta nota. Dopo anni di studi approfonditi e di statistiche, sono giunta ad una conclusione: l’uomo è un animale possessivo. Sissignori, e nel senso originario del termine: non si separa da nulla che ritenga far parte di sè, o che alla definizione di sé concorra. L’odore è fra queste. Difficilmente l’uomo accetta di buon grado di separarsi dal proprio naturale olezzo per barattarlo con quello del sapone… e come dargli torto! L’animale rinuncerebbe mai alla propria identità strutturale?? La definizione di sé passa attraverso canali diversi… L’usanza diffusa di togliersi i calzini in prossimità del letto, spesso proprio verso la parte alta, risponde proprio a questa esigenza: a patto che i suddetti calzini siano stati indossati da almeno un giorno. Due è meglio.
La lista a questo punto potrebbe protrarsi all’infinito, confutando la tesi secondo la quale l’uomo, in quanto cacciatore, dovrebbe avere una buona mira (che stranamente scompare in prossimità di un bagno)... passando attraverso la naturale tendenza a “sedersi”, adagiarsi, in presenza di un rapporto duraturo con personalità di genere femminile (che di solito finisce col fare i bagagli)  per concludere degnamente con un excursus sulle tonalità di grigio e sulla logica binaria acceso-spento propri della mentalità maschile. Argomenti troppo inflazionati, per quanto concreti.
Quindi concluderò con una colta citazione, rendendo onore alle parole di un genio naturalmente maschile, che attraverso la musica è riuscito a rendere in modo ottimale la propria eclatante e originale fattualità.. 

apricotflour

giovedì, 08 febbraio 2007, ore 20:27

Destinata a sbattere perennemente contro me stessa. 

Perché quando cerchi di piantare paletti a tutti i costi, la vita ti risponde mettendo tutto sottosopra, perché non è dai punti fermi che ci si evolve… il movimento è necessario. So qual è il mio sassolino nella scarpa (la mia trave nell’occhio??), l’ho focalizzato, un po’ a fatica ma lo sto guardando. E non dipende dalla mancanza di qualcosa… non ti può mancare qualcosa che non c’è mai stato… piuttosto per l’idea, quella maledetta.

E già, perché eliminato l'oggetto fisico del tuo contendere, resta sempre un’idea, che ti frega. E tu puoi tentare di razionalizzarla fin che vuoi, ma finché non inizierai a sentire che non è importante… non te ne libererai facilmente. Tutt’al più continuerai a sbatterci contro, a tentare di rimuoverla, a cercare di convincerti di averla accantonata. Ma l’esperienza mi insegna che, ad un certo punto, qualcosa inizia a complottare affinché tu debba iniziare a farci i conti, e te li manda tutti, i segnali. E allora hai davanti due scelte: continuare a far finta che non ti riguardi, o fare un passo indietro rispetto alla definizione di te ed accogliere il dubbio.

Vertiginoso.

vertigo2 vertigine
apricotflour
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categoria : ire

martedì, 06 febbraio 2007, ore 16:12

La pioggia che scende e mi punge… l’angoscia del dovere ma senza averne voglia… la sensazione opprimente di fronte ad un foglio bianco… la necessità di creare,  di dare, di essere operativo.

Ci sono giornate in cui non ce la faccio. Mi piace il mio lavoro, l'ho voluto, l’ho coltivato, e continuo a sceglierlo, ogni giorno che passa. Ma poi c’è il resto della mia vita, e tutte le altre cose in cui credo e che allevo, custodisco, costruisco.

Oggi non ho voglia, oggi spengo, non ci sono per nessuno. Oggi sono per me, per i pensieri belli e per quelli brutti, che non credo a chi fa finta di non averne… e peggio ancora si occupa d’altro per non pensarci. I miei ci sono, e nelle giornate di pioggia tornano a farmi visita, e allora li accolgo, perché vanno incontrati, vissuti, capiti, al pari di quelli belli. E perché la tentazione di bloccare tutto, a volte, nel bene e nel male, è alta.

Mi piace stare da sola, adoro dedicare tempo a me stessa, ho bisogno di fare silenzio nella mia testa, non per cullarmi nella malinconia, no… più che altro nella piacevole sensazione d’essere di fronte a me e guardarmi dritta negli occhi, senza abbassare lo sguardo. Si, ho bisogno di sentirmi, di accettarmi, e capire che mi piaccio… o come cambiare ciò che non mi piace.

Sono un lavoro a tempo pieno, non c’è che dire.

 

apricotflour
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categoria : ire

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