È che me ne sto sulle mie, non è cattiveria…Il mio equilibrio precario è fatto di spazi aperti, di sole, di corse al parco al tramonto, di una cena improvvisata e di gente sincera. Di giornate litigate fra il sole rovente e l’acqua gelata. Di piedi nudi, di pelle scura e di caviglia agghindate. Di aperitivi informali e vestiti leggeri. E di preparativi per la partenza. È estate. Adesso vivo questo mondo. Quello virtuale può aspettare…