lunedì, 20 agosto 2007, ore 10:55

Tu dai una cosa a me, io ne do una a te.

Retaggio infantile di quando muovevo i primi timidi passi nel mondo dell’alterità e gettavo le basi dello sviluppo pro-sociale, pioniera di uno status sociale evoluto, neofita della comunione dei beni nonchè profana del libero scambio.

Ci siamo passati un po’ tutti, mi dico, da qualche parte bisogna pure iniziare. Poi per fortuna ci si evolve, si passa attraverso le situazioni più disparate, dal gruppo di amici, alle amicizie esclusive, al rapporto di coppia. Così ti rendi conto che, quel precetto di vita nato da un istinto primordiale alla sopravvivenza, non basta, è servito solo a dare l’avvio, che c’è molto altro da dover imparare, da dover gestire, nel variegato mondo della complessità dei rapporti interpersonali.

Salvo poi trovarti davanti all’inevitabilità del campionato di calcio… e delle mille strategie del maschio moderno per sopperire alla dipendenza dal binomio piedi-palla che rotola.

Che infastidito tra l’altro dall’esser tacciato di banalità della gestione dell’equilibrio amore-stadio, altra via non trova che ridurre tutto alla stessa qualità, attraverso l’assoluta banalizzazione del comportamento altrui, tipo: io vado allo stadio, ma tu sei malata di shopping.

L’equazione è presto fatta: io vengo in giro con te per negozi, così poi posso chiederti di venire allo stadio. Non prestando attenzione, di sovente, al contesto e al momento in cui tale richiesta viene formulata.

Quali le alternative di comportamento?

O rodersi il fegato, nel vano tentativo di dimostrare la fallibilità dell’applicazione del pensiero binario nel rapporto di coppia… o cavalcare l’onda del "maschismo" imperante (che, d’altronde, ha costruito il mondo, ndr…) e governare il movimento di quella legge per te così contro natura… in maniera ortodossa. Quasi calvinista direi…

Così, in rapporto 1:1, nell’estensione perfetta del principio enunciato, per OGNI partita da calcio, un POMERIGGIO di shopping. Senza sconti. …in tutti i sensi.

Dio... quanto mi piace andare allo stadio!!


apricotflour
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Commenti
#1   20 Agosto 2007 - 13:43
 
la mia soluzione dello stadio moderno (con centro commerciale annesso) è decisamente migliore e ribalta il rapporto 1:1, in un più articolato individualista relativismo culturale del gusto.
che poi a parlarci chiaro è quello che viviamo più o meno consapevolmente. alla faccia dell'ortodossia condivisa.

ah, per caso ti piace la musica classica? avrei un cd di mozart da regalarti..... :-)
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#2   27 Agosto 2007 - 13:59
 
non e' giusto!
alla partita ti diverti anche tu, perche' la partita e' bella.
lo shopping invece e', uhm, come dire...

:) (vieni a fare shopping in questa citta qui dove sto io...)
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#3   30 Agosto 2007 - 16:03
 
Lo shopping come disciplina olimpica mi sembra il caso di proporlo...facciamo le regole e una federazione
Galloz
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#4   05 Settembre 2007 - 16:23
 
@vinz
...la partita è bella...
si, ecco, appunto.
@galloz
inserire di prepotenza la competizione in un qualsiasi contesto per renderlo interessante mascolinamente parlando... in effetti ha un suo perchè.
...vinco io vinco io vinco io...
@gianlù
me l'hanno appena regalato. il cd di mozart intendo.
hihihi
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#5   06 Settembre 2007 - 19:52
 
te lo faccio vedere io mozart, te lo faccio.
sgrunt!
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categoria : manuale di sopravvivenza

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