Dobbiamo trovare il coraggio di venire allo scoperto. Bisogna trovare la forza di fare i conti a se stessi, senza ritegno.
È strano come la forza e la sicurezza nei rapporti con gli altri riescano a non lasciare spazio all’onestà intellettuale con se stessi. Le cose non accadono dal nulla, il motivo c’è, e spesso è così a portata di mano da rendere impossibile individuarlo. L’angoscia esistenziale ha un nome. L’ansia ha un volto. Il senso di oppressione si chiama in qualche modo. Trova il nome di quello che ti rende impossibile l’esistenza. È una ricerca che può durare una vita.
Ma anche no.
E se domani non mi svegliassi con un altro fuso orario ma con un altro fuso accanto.
E se le squadre perdenti fossero davvero per denti…
E se fosse mia sorella a scoprire di essere figlia unica…
E se fossi foco, frate sole sora luna… = eclissi.
E se ..re donna oggi.
E se il mais che metto nell’insalata non uscisse poi tale e quale a com’è entrato…
E se magari… e re.
Mhà.
Della serie, quando la gaff diventa una scelta di vita.
1. “Qua la mano vecchio!”
…al bidello senza dita…
2. “Proff… io leggo il mio compito, ma non si metta le mani nei capelli…”
…laddove il suddetto professore appare rovinosamente e irrimediabilmente calvo…
3. Pensierino di natale per una zia sordomuta: un angioletto di cristallo.
Che però al sotto della lunga veste custodisce una campanella… che la zia agita in segno di approvazione aggiungendo: “fa allegria!”
4. “Ma quindi riesci a fare di tutto, a 360°!”
“no, io solamente a 90…” (significato originario: non del tutto, solo per ¼…)
5. “Potremo avere l’elenco delle messe prefittate per le gite scolastiche?”
…vedi mete prefissate…
6. Messaggero portatore di tristi comunicati: è morto uno zio, tale Illuminato…
“mamma… hanno chiamato… ieri sera si è spento lo zio Illuminato…”
7. “Ti amo…”
“ma io ti APPREZZO moltissimo per questo…!” J
Il suddetto elenco è suscettibile di cambiamenti, dovuti all’esperienza quotidiana... e al quieto dover vivere.
Evviva fantozzi e la sua nuvoletta!!!
Il cielo si è aperto finalmente, si intravede l’azzurro, il sole fa capolino.
Ma c’è un posto.. dov’ era meglio che il sole non splendesse… Summo gaudio! Vera et perfecta laetitia!
Tiè!!! A tutti quelli che mi prendono per il culo da una settimana: NEVICA IN MONTAGNA!! Sissignori.
Fantastico spettacolo improbabile: la pianura toccata dal sole, e il monte nascosto da minacciosi nuvolosi neri. Preparate l’attrezzatura…
Sono i filtri che cambiano… sono i codici che non sono gli stessi… è la realtà stessa che non è fissa… quale che sia la motivazione, siamo nella più totale impossibilità comunicativa. E’ devastante, quanto inevitabile. Anche perché, le tre cose, forse, accadono nello stesso momento.
Tutto ciò equivale a dire: se mai potessimo accertare che sia possibile vedere le cose alla stessa maniera e affidare allo stesso concetto lo stesso significato… se anche, in qualche maniera, avessimo le parole giuste, di significato veramente comune, tale per cui non fosse possibile interpretarle se non come ci vengono dette… non potremmo mai, in definitiva esser sicuri che ciò che vediamo è reale, ed esiste solo così, in nessun altro modo.
O viceversa, se anche potessimo provare l’esistenza del mondo, e fossimo in grado di gestire la differenza di prospettive… non avremmo parole per poterle esprimere.
Quale altra possibilità si apre? O meglio, qual è l’unica a rimanere aperta? O ancora, esiste una vera possibilità di poter uscire da se stessi?