lunedì, 16 giugno 2008, ore 21:02

Dobbiamo trovare il coraggio di venire allo scoperto. Bisogna trovare la forza di fare i conti a se stessi, senza ritegno.

È strano come la forza e la sicurezza nei rapporti con gli altri riescano a non lasciare spazio all’onestà intellettuale con se stessi. Le cose non accadono dal nulla, il motivo c’è, e spesso è così a portata di mano da rendere impossibile individuarlo. L’angoscia esistenziale ha un nome. L’ansia ha un volto. Il senso di oppressione si chiama in qualche modo. Trova il nome di quello che ti rende impossibile l’esistenza. È una ricerca che può durare una vita.

Ma anche no.

apricotflour

martedì, 02 ottobre 2007, ore 11:09

Se la risposta alla domanda delle domande è 42, qual è la domanda giusta?

Se io chiedo se una lettera è maiuscola o minuscola, perchè mi si risponde "abdodudu"?

...e soprattutto, cosa vuol dire "abdodudu"??

Perchè al mio "vorrei stare con te" di norma corrisponde un "vorrei che tu fossi con me" ??
 

Ma poi, perchè io di domande ne ho sempre tantissime, e nessuno azzarda mai una risposta?

apricotflour

lunedì, 10 settembre 2007, ore 09:46

Una volta suonavo il pianoforte. Ero brava, ed ero convinta che dopo il conservatorio sarei diventata una gran pianista.

Una volta mi raccontavano che quando sarei cresciuta avrei potuto fare tutto quello che volevo. e io mi chiedevo quand'è che si cresce. e me lo chiedo ancora, visto che non ho più guadagnato un centimetro dalla 5ª elementare.

Una volta sapevo che da grande avrei trovato un buon lavoro. adesso pagherei qualcuno che mi spiegasse cos'è un buon lavoro.

Una volta portavo sempre una maglia legata in vita per mascherare i fianchi prominenti. che in verità all'epoca non c'erano. adesso che ci sono la maglia non serve più.

Una volta credevo che mi sarei sposata presto e avrei avuto dei figli.
...
No, non è vero, non l'ho mai creduto. ma ci stava banalmente bene, e l'ho inserito di prepotenza.

Da adulto poi, diventa un lavoro a tempo indeterminato tentare di liberarsi dagli stereotipi dei tuoi genitori.


 
apricotflour

mercoledì, 02 maggio 2007, ore 15:24

E se domani non mi svegliassi con un altro fuso orario ma con un altro fuso accanto.

E se le squadre perdenti fossero davvero per denti…

E se fosse mia sorella a scoprire di essere figlia unica…

E se fossi foco, frate sole sora luna… = eclissi.

E se ..re donna oggi.

E se il mais che metto nell’insalata non uscisse poi tale e quale a com’è entrato…

E se magari… e re.

Mhà.

apricotflour

venerdì, 13 aprile 2007, ore 12:35

  1. che tipo di empatia si sviluppava fra i robot dei cartoni anni 70 e i loro ”autisti”, tale per cui quando il robot veniva stretto in una morsa d’acciaio, la persona dentro soffriva come se venisse stritolata lei stessa ?
  2. perché quando eri piccolo crescevi col mito che da grande avresti potuto fare tutto quello che ti era negato… e ora che sei grande o non hai il tempo, o non hai i soldi per farlo ??
  3. perché se dici che vuoi “cessare” qualsiasi rapporto con una persona, quella non capisce che con un sottile gioco di parole la stai mandando a cagare ???
  4. il pomodoro è un frutto con il passato davanti ????
apricotflour

martedì, 13 marzo 2007, ore 12:21


Se non vi è ancora capitato, leggetevi l'ultimo monito del Papa:
http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/esteri/benedettoxvi-12/papa-divorziati/papa-divorziati.html


Da repubblica.it, oggi 13 marzo 2007, rubrica "Lettere al Direttore",
di Vittorio Zucconi:

"E in mezzo a questo troiaio nazionale quotidiano e dilagante di vip e vippesse svaccati, di celebrità ricattate perché ricattabili, di puttanieri e puttane, di principi magnaccia, di donne che la danno via per una velinata in tv spinte dalle loro mammine, di pezzi grossi con moglie e figli che pretendono il droit de culage, come i signorotti feudali, per farle lavorare, di giornalisti e intellettuali che si vendono l'anima, parte presumibilmente più importante del sedere, per un pezzetto di potere, di coca come se nevicasse, di politicanti sepolcri imbiancati che convivono, divorziano, si risposano e fottono come conigli mentre invocano i Santi Evangeli, di preti pedofili che hanno ferito a morte il cattolicesimo americano, io dovrei preoccuparmi per il futuro della famiglia e della civiltà occidentale perché le due vecchie lesbiche del piano di sopra sognano di firmare un patto civile? Qui si è davvero perso il comune senso del pudore, ma quello serio, il pudore morale. "
apricotflour

martedì, 30 gennaio 2007, ore 12:48

Della serie, quando la gaff diventa una scelta di vita.

 

1.       “Qua la mano vecchio!”

…al bidello senza dita…

2.       “Proff… io leggo il mio compito, ma non si metta le mani nei capelli…”

…laddove il suddetto professore appare rovinosamente e irrimediabilmente calvo…

3.       Pensierino di natale per una zia sordomuta: un angioletto di cristallo.

Che però al sotto della lunga veste custodisce una campanella… che la zia agita in segno di approvazione aggiungendo: “fa allegria!”

4.       “Ma quindi riesci a fare di tutto, a 360°!”

“no, io solamente a 90…” (significato originario: non del tutto, solo per ¼…)

5.       “Potremo avere l’elenco delle messe prefittate  per le gite scolastiche?”

…vedi mete prefissate…

6.       Messaggero portatore di tristi comunicati: è morto uno zio, tale Illuminato…

“mamma… hanno chiamato… ieri sera si è spento lo zio Illuminato…”

7.        “Ti amo…”

 “ma io ti APPREZZO moltissimo per questo…!” J

 

Il suddetto elenco è suscettibile di cambiamenti, dovuti all’esperienza quotidiana... e al quieto dover vivere.

 

apricotflour

mercoledì, 24 gennaio 2007, ore 19:26

Evviva fantozzi e la sua nuvoletta!!!

Il cielo si è aperto finalmente, si intravede l’azzurro, il sole fa capolino.

Ma c’è un posto.. dov’ era meglio che il sole non splendesse… Summo gaudio! Vera et perfecta laetitia!

Tiè!!! A tutti quelli che mi prendono per il culo da una settimana: NEVICA IN MONTAGNA!! Sissignori.

Fantastico spettacolo improbabile: la pianura toccata dal sole, e il monte nascosto da minacciosi nuvolosi neri. Preparate l’attrezzatura…

 

                        
apricotflour

martedì, 16 gennaio 2007, ore 10:46

Sguardi… improvviso incontro di percorsi di vita e tentativi di comunione.
Ci può stare di tutto in uno sguardo, anche fuggente… c’è lo sguardo di chi si sente ferito o toccato profondamente da ciò che puoi aver detto, e ti rivolge quello sguardo di desolazione misto a tristezza che difficilmente dimenticherai… c’è lo sguardo di gratitudine ed apprezzamento per un particolare che puoi aver notato distinguendoti da chiunque altro, e ciò non passa inosservato, specialmente per qualcuno che ci tiene… un’occhiata brevissima, ma di intensità superiore, può inchiodarti come una saetta che ti passa da parte a parte, e capisci che questa volta hai osato davvero troppo.
Ma in alcuni fugaci sguardi sconosciuti, può nascere e consumarsi una storia d’amore. Sono quelli sguardi che incroci casualmente, magari mentre sei in macchina ad uno stop, o in mezzo a centinaia di volti sconosciuti in un locale, quando senza un perché ti perdi nell’esplorare i volti di chi ti si agita attorno, e incontri due occhi. È uno sguardo che non avrà seguito, nasce e muore un istante dopo, ma per quella frazione d’istante, vi siete conosciuti, amati, rincorsi e lasciati… ed è stato bello così.
Quante storie ho consumato nell’arco di una serata…
apricotflour

martedì, 28 novembre 2006, ore 17:17

Sono  i filtri che cambiano… sono i codici che non sono gli stessi… è la realtà stessa che non è fissa… quale che sia la motivazione, siamo nella più totale impossibilità comunicativa. E’ devastante, quanto inevitabile. Anche perché, le tre cose, forse, accadono nello stesso momento.

Tutto ciò equivale a dire: se mai potessimo accertare che sia possibile vedere le cose alla stessa maniera e affidare allo stesso concetto lo stesso significato… se anche, in qualche maniera, avessimo le parole giuste, di significato veramente comune, tale per cui non fosse possibile interpretarle se non come ci vengono dette… non potremmo mai, in definitiva esser sicuri che ciò che vediamo è reale, ed esiste solo così, in nessun altro modo.

O viceversa, se anche potessimo provare l’esistenza del mondo, e fossimo in grado di gestire la differenza di prospettive… non avremmo parole per poterle esprimere.

Quale altra possibilità si apre? O meglio, qual è l’unica a rimanere aperta? O ancora, esiste una vera possibilità di poter uscire da se stessi?

apricotflour

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